Pubblicato Mercoledì 12 marzo 2025
Disturbi alimentari: il ruolo della psicoterapia in un approccio multidisciplinare
Psicoterapia, nutrizione e supporto medico: il valore di un approccio multidisciplinare nei disturbi alimentari

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), o Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione (DNA), non riguardano solo il cibo. Sono segnali di un disagio più profondo, spesso legato a difficoltà emotive, alla percezione di sé e al bisogno di controllo.
Questi disturbi possono manifestarsi in diverse fasi della vita, sebbene siano più frequenti nell’adolescenza. Possono avere un impatto significativo sulla salute fisica e sul benessere psicologico, compromettendo la qualità della vita di chi ne soffre. Spesso si accompagnano a ansia, bassa autostima o disturbi dell’umore, rendendo ancora più difficile affrontarli da soli.
Le diverse forme dei disturbi alimentari
I DCA comprendono diverse condizioni, tra cui:
- Anoressia nervosa
- Bulimia nervosa
- Disturbo da alimentazione incontrollata (BED)
- Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo (ARFID)
- Disturbi alimentari non altrimenti specificati (NAS)
Ogni persona vive il disturbo in modo unico, ma tutti condividono una complessa relazione con il cibo, il corpo e le emozioni.
Un percorso di cura su misura
Superare un disturbo alimentare significa molto più che modificare il proprio comportamento alimentare. È un percorso profondo che richiede supporto specialistico e un approccio integrato per affrontare non solo le conseguenze fisiche, ma anche le radici emotive e psicologiche del problema.
Il ruolo della psicoterapia
La psicoterapia aiuta a comprendere i meccanismi alla base del disturbo, a sviluppare strumenti per affrontare emozioni difficili e a ricostruire un rapporto più sereno con il cibo e con il proprio corpo.
Un team di specialisti al tuo fianco
Un percorso di cura efficace si basa sulla collaborazione tra diverse figure professionali:
- Medico: per monitorare la salute generale e prevenire complicazioni fisiche
- Nutrizionista o dietista: per ristabilire un equilibrio nutrizionale e un rapporto sano con il cibo
- Psicologo/a o psicoterapeuta: per lavorare sugli aspetti emotivi e cognitivi legati al disturbo
- Psichiatra (se necessario): per supportare la gestione di eventuali disturbi associati, come ansia o depressione
Il ruolo della famiglia nel percorso di guarigione
Affrontare un disturbo alimentare è un cammino che spesso coinvolge non solo la persona direttamente interessata, ma anche chi le sta accanto. Il supporto della famiglia può essere un elemento chiave nel processo di guarigione, offrendo comprensione, ascolto e un ambiente sicuro in cui affrontare le difficoltà. In alcuni percorsi terapeutici, il coinvolgimento dei familiari attraverso incontri di supporto o percorsi psicoeducativi aiuta a migliorare la comunicazione e a creare un contesto più favorevole alla ripresa.
Approcci complementari per il benessere globale
Oltre alla psicoterapia e al supporto nutrizionale, alcuni approcci complementari possono contribuire al recupero, favorendo una connessione più armoniosa tra mente e corpo.
Mindfulness clinica
La Mindfulness clinica aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie emozioni, senza lasciarsi sopraffare dai pensieri automatici o dai meccanismi di controllo tipici dei DCA. Attraverso esercizi di attenzione focalizzata e accettazione, può favorire la regolazione emotiva e offrire un aiuto nel gestire in modo più consapevole il rapporto con il cibo nei momenti di stress.
Praticarla regolarmente può aiutare a:
- Accogliere le emozioni senza giudicarle
- Sviluppare un rapporto più sereno con il proprio corpo
- Ridurre lo stress e l’ansia legati all’alimentazione
- Aumentare la capacità di gestione degli impulsi e dei pensieri ricorrenti
Yoga dolce
Il rapporto con il corpo è spesso conflittuale per chi soffre di un DCA. Lo yoga dolce, grazie a movimenti lenti e consapevoli, aiuta a migliorare la percezione corporea, favorisce il rilassamento e riduce i livelli di ansia. È un modo per riconnettersi con il proprio corpo senza giudizio, ascoltando le sue esigenze con maggiore gentilezza.
Meditazione
La meditazione è uno strumento prezioso per osservare i propri pensieri con maggiore consapevolezza e coltivare un atteggiamento più gentile e accogliente verso se stessi/e. Favorisce la riduzione dell’ansia, aiuta a gestire le emozioni difficili e migliora l’accettazione di sé, elementi fondamentali nel percorso di guarigione.
Non sei solo/a.
Se stai affrontando un disturbo alimentare o se una persona a te cara si trova in difficoltà, sappi che chiedere aiuto è il primo passo verso il benessere. Con il giusto supporto, è possibile ritrovare equilibrio e serenità.